
ConTe Prestiti
20 recensioniConTe Prestiti è una società italiana di finanziamenti e prestiti personali destinati a privati.
Chi chiede un prestito vuole sapere quanto costa davvero e se il contratto è chiaro fin dall'inizio. Ogni scelta pesa sul bilancio di casa per anni.

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In questa categoria rientrano i finanziamenti che una persona privata può ottenere per esigenze personali, dalla spesa per l'auto o la casa all'acquisto di beni di consumo o alla gestione di imprevisti. Il prestito personale è erogato con un importo fisso e un piano di rimborso a rate, mentre il finanziamento finalizzato è legato all'acquisto di un bene o di un servizio specifico. Accanto a questi strumenti esistono le cessioni del quinto dello stipendio o della pensione, con una trattenuta diretta sulla busta paga o sull'assegno previdenziale.
Le società che operano nel settore sono banche, intermediari finanziari iscritti all'albo unico e istituti di credito al consumo appartenenti a gruppi bancari o a gruppi indipendenti. Molte di esse raggiungono i clienti attraverso filiali, siti web e app mobili, mentre una parte rilevante dei finanziamenti finalizzati viene proposta nel punto vendita di rivenditori di auto, arredamento ed elettronica. Accanto agli operatori tradizionali si sono affermate piattaforme fintech e intermediari del credito che mettono in contatto il cliente con più finanziatori.
Il mercato è disciplinato principalmente dal Testo Unico Bancario e dal Testo Unico della Finanza, mentre la trasparenza delle condizioni economiche è regolata dalle disposizioni della Banca d'Italia e dalla normativa europea sul credito ai consumatori. La vigilanza sui soggetti autorizzati è affidata alla Banca d'Italia, e la tutela del consumatore rientra tra i compiti dell'Arbitro Bancario Finanziario. Le associazioni di categoria del settore, tra cui l'Associazione Bancaria Italiana e Assofin, rappresentano gli operatori nel dialogo con le istituzioni.
Conviene partire dalla verifica che la società sia iscritta negli elenchi ufficiali della Banca d'Italia, cioè l'elenco degli intermediari finanziari ex articolo 106 del Testo unico bancario o quello degli intermediari bancari. Chi offre credito ai consumatori senza questa iscrizione opera in modo irregolare. Il registro pubblico della Banca d'Italia consente di controllare lo stato di autorizzazione di ogni soggetto prima di firmare qualsiasi contratto.
Il punto di partenza è il TAEG, cioè il Tasso Annuo Effettivo Globale, che comprende interessi e costi accessori e rende confrontabili offerte diverse. Vanno verificati anche il TAN, l'importo totale dovuto, la durata del finanziamento e le spese di istruttoria, quelle di incasso rata e le eventuali assicurazioni collegate.
Il finanziatore deve consegnare il modulo SECCI, lo Standard European Consumer Credit Information, che riassume le condizioni essenziali del contratto secondo la direttiva europea recepita nel Testo unico bancario. Il modulo va letto con attenzione prima di accettare l'offerta. Insieme al SECCI il cliente riceve il Foglio informativo e, al momento della firma, una copia completa del contratto con il piano di ammortamento.
Sì, il consumatore ha diritto di recesso entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, senza dover indicare un motivo, come previsto dagli articoli 125-ter e seguenti del Testo unico bancario. Il recesso va comunicato per iscritto al finanziatore. Entro lo stesso termine il cliente deve restituire il capitale ricevuto e pagare gli interessi maturati per i giorni di utilizzo, senza ulteriori costi.
Il cliente può estinguere il finanziamento in anticipo, totalmente o parzialmente, con diritto a una riduzione degli interessi e dei costi non maturati, come previsto dall'articolo 125-sexies del Testo unico bancario. La richiesta va presentata al finanziatore, che deve fornire un conteggio di estinzione con l'importo esatto da versare, e l'eventuale penale resta entro i limiti fissati dalla legge.
La legge italiana fissa un tetto alla penale per estinzione anticipata, che non può superare l'1 per cento dell'importo rimborsato anticipatamente se la residua durata del contratto è superiore a un anno, e lo 0,5 per cento se è inferiore. Il limite è previsto dalla normativa sul credito ai consumatori. Le penali non possono essere applicate quando l'estinzione avviene in base a un contratto di credito collegato a una polizza assicurativa particolare, e le condizioni sono sempre riportate nel contratto.
Il primo passo è inviare un reclamo scritto alla società, che deve rispondere entro 30 giorni dalla ricezione secondo le disposizioni della Banca d'Italia sulla trasparenza e sui reclami. Il reclamo va conservato insieme alla risposta ricevuta. Se la risposta non arriva o non soddisfa, si può ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario, l'ABF, un sistema di risoluzione extragiudiziale gratuito e competente per le controversie con banche e intermediari finanziari.
L'ABF è un organo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e intermediari bancari e finanziari, istituito presso la Banca d'Italia. Il ricorso è gratuito e può essere presentato online sul sito della Banca d'Italia. Il ricorso è possibile per importi entro i limiti fissati dalla Banca d'Italia e va presentato dopo aver tentato il reclamo diretto con la società.
La Banca d'Italia vigila sugli intermediari finanziari iscritti negli elenchi, controlla la trasparenza delle condizioni offerte e gestisce l'Arbitro Bancario Finanziario. Riceve anche le segnalazioni dei consumatori sui comportamenti scorretti. Per segnalazioni non risolvibili con un reclamo ordinario il cittadino può rivolgersi direttamente all'ufficio competente della Banca d'Italia.
Conviene leggere le recensioni che descrivono nel dettaglio la fase di richiesta, il confronto tra le condizioni promesse e quelle contrattuali e il comportamento della società in caso di ritardi nei pagamenti. Le recensioni generiche hanno poco valore informativo. È utile controllare la data delle recensioni e se la società risponde pubblicamente ai reclami, perché questo mostra come vengono gestite le criticità.
Il ritardo nel pagamento genera interessi di mora e spese, e la società può segnalare l'inadempimento alle banche dati di credito come la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia o i sistemi privati di informazione creditizia. È quindi importante contattare subito il finanziatore. Il finanziatore può chiedere la risoluzione del contratto e il pagamento dell'intero debito residuo, quindi è opportuno chiedere per tempo una rinegoziazione o una sospensione prevista dalle regole vigenti.
Sì, la società deve valutare il merito creditizio del richiedente prima di concedere il finanziamento, come stabilito dalle norme sul credito ai consumatori. Questa valutazione tiene conto del reddito, delle spese e dei debiti già in essere. Il cliente ha diritto di conoscere le ragioni del diniego e di ricevere una spiegazione chiara sulla valutazione effettuata.
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